GIORNO dopo GIORNO, notizie fresche dal Nepal

ULTIMO GIORNO DI VIAGGIO

Arrivo in Italia.
In aeroporto a Malpensa.

Giorgio e Tore sono rientrati in Italia questa mattina, alle 5.25 in arrivo da Doha.
Il viaggio è finito: appena ritirati i bagagli, ci incontriamo fuori al cancello 5, un abbraccio e poi lo sguardo cade subito sulla barba lunga, impossibile da tenere a posto durante il trekking e sugli occhi affaticati dalla notte di viaggio.
Il fisico è più asciutto ma l'impressione è buona, il morale è alto e il bilancio positivo. In macchina inizia il racconto delle esperienze fatte che sono davvero tante e diverse, dall'atterraggio avventuroso a Lukla alla fatica delle scalate, dalla visita ai monasteri buddisti all'incontro con gli yak. Tra pochi giorni metteremo online le foto del viaggio... continuate a seguirci.

TRENTESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Il giorno della partenza.
Ultime ore a Kathmandu.

Il saluto di Giorgio e Tore:

Siamo riusciti ad arrivare a Kathmandu, dico riusciti perchè il brutto tempo ha lasciato incerta la fattibilità del nostro volo di rientro fino all'ultimo. Ormai quasi al termine del nostro viaggio, in questo momento è inevitabile che le nostre menti inizino spontaneamente a fare un bilancio di tutto quello che è stato fatto.

Ci viene da pensare a quando Tore ed io, un anno e mezzo fa, nel bel mezzo del deserto algerino, abbiamo deciso di raggiungere "passo dopo passo" queste mete. Non ci vogliamo fregiare di avere compiuto nessuna impresa, ma siamo convinti che l'itinerario che ci ha programmato la Guida Alpina Ezio Seppi, grande conoscitore del Nepal e alpinista degli 8000 metri sia risultato molto impegnativo e fuori dai normali schemi.

La particolarità sta nel fatto che abbiamo racchiuso e concentrato in un percorso molto lungo: intensa attività di trekking, alpinismo di livello medio-alto e anche un po' di turismo. Questo ha comportato un notevole impegno fisico e mentale, dove è stato fondamentale prestare attenzione a non commettere errori che si sarebbero pagati a caro prezzo.

La conferma sta anche nel fatto che durante il nostro girovagare, abbiamo incontrato persone e gruppi di ogni genere, ognuno di questi aveva come obiettivo solo una della nostre mete. Concludiamo molto soddisfatti e senza rimpianti, convinti di aver messo il massimo impegno.

Cogliamo l'occasione per ringraziare: tutti gli amici e i parenti per l'affetto e il sostegno dimostratoci, Paola per l'impegno prodigato da casa, i colleghi Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Cremona e del Reparto Volo di Torino per la disponibilità ad assecondare la nostra assenza, i nostri sostenitori tecnici: SPORTRAGE - SH - L'ALTRO SPORT - TEAM HALLALI' MTB ed infine, ma non ultime le testate giornalistiche di Alessandria e Cremona che hanno danno spazio alla nostra avventura: Il Piccolo - In Alessandria - La Pulce nell'Orecchio - La provincia - Cronaca.

I numeri del viaggio:
- durata in giorni: 30
- totale H camminate: 135
- totale KM percorsi a piedi: 190
- dislivello positivo superato: 12050 metri.

___________________________________________________ Alla prossima, Gio e Tore.

VENTINOVESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Domani partenza per Italia.
Giorgio e Tore tornano a casa.

La giornata di oggi è stata dedicata ad organizzare il rientro in Italia. Giorgio e Tore, non riuscendo a contattare telefonicamente la compagnia aerea Qatar Airways, hanno deciso di recarsi direttamente al banco in aeroporto.
Una coda anzi una "ressa" di ore li attendeva, ma Giorgio senza perdersi d'animo impugnava l'indispensabile strumento telefonico e lanciava questo messaggio "Non riusciamo a confermare i voli per domani." al proprio contatto logistico in Italia (io) che con una chiamata all'ufficio italiano di Milano riusciva abbastanza facilmente ad ottenere la tanto sofferta conferma di prenotazione del volo di ritorno, previsto per domani sera alle 19,25 dall'aeroporto di Kathmandu.
Un nuovo messaggio di Giorgio "Bene, risolto grosso problema" chiudeva la richiesta di assistenza, permettendo loro di godersi ancora qualche ora di rilassante far niente e la cena di arrivederci con Temba. Buon rientro a entrambi, ci vediamo a Malpensa!!

VENTOTTESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Mancano 2 giorni al rientro in Italia.
Finalmente a Kathmandu.

"Ok... è stata dura, ma ce l'abbiamo fatta. Siamo a Kathmandu". Giorgio e Tore sono finalmente riusciti a prendere un volo e ad arrivare nella capitale nepalese... anche farcela a salire a bordo, si è rivelata una conquista, da perseguire giorno dopo giorno.
I portatori sono tornati alle loro case e anche Temba li ha lasciati, con la promessa di vedersi l'indomani per cena. Per allontanarsi dal caos e dall'inquinamento incredibile della principale città dello stato, Gio e Tore hanno deciso di fermarsi in una località vicina, Bhaktapur, 12 km a est di Kathmandu per godere di una maggior tranquillità. La cittadina prettamente turistica, è piacevole e caratterizzata da un bel centro storico, con templi a pagoda e un mercato di bancarelle colorate.
Sono sistemati in un lodge che finalmente ha anche l'acqua corrente e questo vuol dire in primo luogo poter fare finalmente prima una lunga doccia e poi la barba. Anche il clima è migliore. "Tempo bello ma soprattutto caldo. Finalmente ci siamo tolti la giacca a vento". In una parola stanno facendo i "turisti". Si possono rilassare, godere di qualche comodità in più, ammirando nel contempo panorami sempre belli e unici, ma sicuramente cittadini.
Allontanando la mente e lo sguardo dalla vista degli ottomila.

VENTISETTESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Mancano 3 giorni al rientro in Italia.
Ancora fermi a Lukla. Tanta attesa e pochi voli.

"Bloccati a Lukla. Non siamo partiti per un pelo a causa del meteo. Abbiamo aspettato tutto il giorno inutilmente". Sono queste le prime parole che Giorgio ci invia oggi.
Il problema principale di queste ore è la nebbia, che copre tutto e rende impossibile un volo che già normalmente è al limite. Sono ancora in lista d'attesa per il volo interno che oggi avrebbe dovuto portarli a Kathmandu. Se il tempo non migliora potrebbero avere problemi anche con il volo internazionale che il 23, tra 3 giorni, dovrebbe riportarli in Italia. Gio scrive:"Dovremmo confermare il volo... ma per quando?".
E ancora: "Oggi... si è verificato il casino più totale, non hanno nessun metodo e logica. Gestiscono i voli e l'aeroporto come il mercato della frutta e verdura... con marpioni che si muovono sotto-banco e pelano i turisti in ogni modo, cercando di propinare il volo in elicottero fino a Kathmandu a 600 dollari". Anche a Lukla, tutto il mondo è paese, ma è triste leggere queste cose di un paese antico, che vive di turismo e che sembrava ancora immune da certe furbizie umane.

VENTISEIESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Ancora a Lukla.
Nessun volo.

Il programma è ancora una volta condizionato dal brutto tempo. Ieri, Giorgio e Tore avevano deciso di anticipare di un giorno lo spostamento a Kathmandu in modo da poter partire oggi anzichè domani, ma il cielo non ci sta... vuole avere la meglio. Qualche elicottero ha scelto di volare comunque e alcuni turisti, sembra giapponesi (noti soprattutto per la passione per il banzai) esasperati dall'attesa di giorni, cercano di salire a bordo con i propri bagagli, in perfetto stile vietnam. Gio ci scrive "Io che volo, senza voler sembrare fifone, piuttosto andrei a Kathmandu a piedi! Indubbiamente i piloti sono bravi, ma hanno una concezione di queste cose un po' diversa.".
Non resta che camminare in paese per passare il tempo e ogni tanto capita di incontrare persone viste sulle montagne, compresi due italiani che hanno incrociato più volte, anche la notte sul Mera e che, come Gio e Tore, sono tornati indietro senza raggiungere la vetta. Dicono che forse nessuno è riuscito a salire quel giorno. Vento a 100 km/h e temperature a meno 25/30 gradi farebbero desistere persino i più determinati.
Anche a Lukla non è che sia primavera... ci sono 8/10 gradi, pochi ma comunque una pacchia rispetto all'inferno bianco del Mera Peak.

VENTICINQUESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Giornata di riposo a Lukla.
Arrivati anche i portatori.

Giorgio e Tore sono ancora a Lukla... si riposano e cercano di recuperare ritmi di vita normali. Passano il tempo "camminando per l'unica via del villaggio tra le molte persone che sono bloccate dal brutto tempo".
Ci sono alpinisti da tutto il mondo, che esercitano il dono della pazienza: da 6 giorni non ci sono voli a causa del brutto tempo e così passeggiano e si raccontano alle orecchie interessate di chi, come loro, è lì per passione e ardimento.
Anche noi, approfittiamo di questa tranquillità per farci raccontare qualcosa dei giorni appena passati, iniziando dagli aspetti pratici. Alloggiano in un lodge che loro stessi definiscono "decente" ma che come tutti gli altri è senza acqua corrente e senza riscaldamento... una condizione che non incoraggia le docce e non aggiungo altro.
Netto miglioramento anche per la qualità del cibo, rispetto a quello "tecnico" e poco appetitoso dei giorni scorsi... adatto più a soddisfare le richieste energetiche del fisico che ad appagare occhi e gusto.
Gio, Tore e Temba sono in attesa dei portatori, che gravati dal carico dei bagagli dovrebbero averli raggiunti, solo oggi, ad un passo più lento.

VENTIQUATTRESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Arrivati a Lukla.
Mail di Giorgio e Tore.

Giorgio e Tore sono arrivati a Lukla: il più è fatto. Si ritorna alla civiltà e infatti oltre ad una telefonata, Giorgio ci manda anche una mail con i dettagli della salita al Mera Peak. Ecco il loro racconto.
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17 Novembre 2010

Rieccoci... a Lukla. In questi 7 giorni trascorsi nella valle che porta al Mera Peak eravamo privi di mezzi di comunicazione. Che questa valle fosse più severa e cruda sotto tutti i punti di vista, lo sapevamo e a noi obiettivamente non ha risparmiato niente, freddo, neve e pioggia ci hanno sempre accompagnato mentre la percorrevamo.

Il giorno 13/11 siamo giunti al campo base del Mera Peak e il giorno seguente approfittando di una schiarita, siamo saliti al campo alto 5780 mt. Qui eravamo sopra le nuvole, nel limpido totale. Alle 2.30 del giorno 15/11 partiamo diretti alla cima 6476 mt, fino a quel momento solo qualche folata di vento aveva scosso i teli della nostra tenda. Salendo le cose cambiano, il vento gradatamente si rinforza fino a compromettere la nostra stabilità e la visibilità a causa della neve ghiacciata che solleva.

Proseguiamo ugualmente.... oramai non manca molto alla cima, ma ad un certo punto Temba Sherpa si ferma, nel buio e senza contatto visivo, reso impossibile dai turbini di neve. Tore, che è legato dietro di me, chiede "Cosa succede?" ed io rispondo "Problemi ad un rampone", infatti intravvedo Temba chinato sul piede sinistro.

Dopo pochi minuti ripartiamo, ma dopo altrettanti pochi minuti siamo nuovamente fermi. Questa volta la sosta è più lunga, Temba sta prendendo a picozzate il rampone, dopo dieci minuti la situazione è compromessa, stiamo congelando: mani e piedi stanno perdendo la sensibilità. Tore mi raggiunge lungo la fune e mi domanda "Cosa facciamo?", la risposta può essere solo una "Rientriamo" .

Comunichiamo la decisione a Temba "Return... return", capite le nostre intenzioni si appresta a cambiare il senso della cordata e ci passa davanti con un rampone in mano. Lungo la discesa Temba, solo grazie alla sua esperienza, riesce a tenere sotto controllo la situazione, ma per due volte, mancandogli la presa sulla neve ghiacciata, sento tendere bruscamente la fune in direzione del pendio e così Tore ed io ci buttiamo a terra, sopra la picozza, per fermare la sua scivolata.

Dopo un'ora e trenta di discesa siamo nella tenda a leccarci le ferite e a scongelarci le dita. Non vorremmo sembrare presuntuosi, ma la montagna si presenta semplice ed il nostro buon acclimatamento la rendeva ancora più abbordabile... o almeno quella era la nostra sensazione, niente di più sbagliato.

Volevamo riprovarci, ma il nostro programma non ce lo ha permesso, dovevamo fare ancora molta strada per raggiungere Lukla, dove ci attende l'aereo per Kathmandu.

_______________________________________________ Un saluto a tutti, Gio e Tore.

VENTITREESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Di ritorno a valle.
Segnale telefonico di nuovo assente.

Come è successo nei giorni scorsi quando Giorgio e Tore salivano la valle diretti al Mera Peak, non ci sono comunicazioni... il segnale telefonico è sempre assente. I nostri trekker sono di nuovo in cammino e di nuovo diretti verso Lukla, il fulcro del viaggio: dove sono arrivati e da dove ripartiranno.
Secondo il programma, si sono fermati a Mosom Kharka, un piccolo gruppo di case in legno e pietra addossate alla montagna e circondate dalla foresta. Le case in legno dei nepalesi si mescolano alle colorate tende dei trekker che si accampano per la notte, creando un insolito contrasto di materiali e colori.
Il villaggio è spesso al centro degli itinerari delle spedizioni e lo spiazzo antistante le case si riempe delle voci dei nuovi arrivati, che cercano i veterani per conoscere le condizioni delle cime e scambiarsi aneddoti delle proprie esperienze.

VENTIDUESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Breve telefonata di Giorgio dal Nepal.
Di ritorno al campo base del Mera Peak.

Questa mattina, Giorgio è riuscito a rompere il silenzio di questi giorni, facendo una breve telefonata da un apparecchio di fortuna, dato che i cellulari continuano a non avere segnale, per dirci che sia lui che Tore stanno bene.
Ci ha informato delle grandi difficoltà affrontate sulla parte sommitale del Mera Peak, dovute al freddo e alle avverse condizioni meterologiche. Le nostre previsioni di ieri, più di buon auspicio che veritiere, non hanno avuto l'esito sperato. In queste ore, hanno lasciato il campo base e stanno rientrando verso Lukla, dove secondo i nostri calcoli dovrebbero arrivare in due o tre giorni.
A Lukla, dovremmo recuperare in pieno il segnale cellulare e riuscire a riprendere le comunicazioni quotidiane cui ci aveva abituato sin dall'inizio della spedizione e allora ci potremo far raccontare in dettaglio la scalata affrontata oggi.

VENTUNESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Continua il silenzio telefonico dal Nepal.
Diretti al campo base del Mera Peak.

Tre sono i giorni senza contatti, mentre solo UNO è quello che manca alla scalata della vetta del Mera Peak e al raggiungimento dei suoi seimilaquattrocentosettantasei metri di quota.
Un collaboratore di Temba Sherpa - via mail - ci scrive: "Everything is fine with the guys" che ci informa che tutto sta procedendo bene, e questo ci deve bastare.
Giorgio e Tore sono diretti ai campi base, passando dai 5200 metri del Mera Peak Base Camp ai 5700 metri di quota dell'High Camp. Mancano solo poche ore alla partenza per la conquista della vetta, prevista per domani e occorre sia riposarsi sia acclimatarsi nel miglior modo possibile.
L'ascesa non presenta particolari difficoltà tecniche, per questo motivo è una delle scalate più apprezzate, ma nulla è mai facile o banale: qui il principale ostacolo è dato dall'altitudine e dalle condizioni meteo. Le previsioni per domani sono buone: tempo sereno con temperature da -6 a +2 gradi C e venti WNW da 21-27 KM/h. Lo zero termico per la latitudine è a 4500/5000 metri. La prima ascesa conclusasi con successo venne compiuta dal colonnello Jimmy Roberts e dallo Sherpa Sen Tenzing il 20 maggio 1953. Dalla sommità del Mera Peak si possono vedere alcune tra le più alte cime, come l'Everest, il Lhotse e il Cho Oyu, assicurandosi una delle viste più spettacolari del mondo.

VENTESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Ancora nessun contatto con i nostri trekkers.
In marcia verso Tangnag, come da programma.

Siamo arrivati al ventesimo giorno della spedizione, ormai ai due terzi del viaggio, e per la prima volta non abbiamo contatti per 2 giorni di fila: Giorgio e Tore sono davvero entrati in una zona buia, sempre più lontano dai circuiti turistici... questo nonostante il Mera Peak sia una delle montagne più scalate.
Leggendo il programma di viaggio, sappiamo che stanno salendo verso i 4356 metri di quota del villaggio di Tangnag. Chiamarlo villaggio vuol dire pensare in grande, visto che sono solo una dozzina di rifugi di pietra attrezzati al minimo, dove i trekker possono montare le proprie tende e accamparsi per la notte... con l'augurio che non faccia troppo freddo.
Appollaiato alla fine della Hinku valley, Tangnag guarda a sinistra verso il Kyashar (6770 metri) e le montagne del Kusum Kangguru (6367 metri), mentre a destra punta già alla meta... il Mera Peak.

DICIANNOVESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Nessun contatto con i nostri trekkers.
Arrivati a Tashing Ongma, come da programma.

L'organizzazione tecnica della spedizione sta funzionando bene, persino quando comunicano che il giorno dopo molto difficilmente ci saranno comunicazioni... come anticipato ieri, oggi nessun aggiornamento è giunto dal Nepal.
Non ci resta che affidarci al programma di viaggio che indica come arrivo della tappa di oggi, Tashing Ongma un piccolo villaggio che ricorre spesso negli itinerari dei trekkers che hanno preceduto Giorgio e Tore, ma che al contrario non compare nella cartina usata per "seguire" il percorso, anzi viene a malapena citata da una delle guide più complete della zona. Tashing Ongma è un villaggio a 3600 metri di quota, dove i trekkers diretti al Mera Peak possono montare il campo lungo il fiume, guardando contemporaneamente le tre cime della foto: Mera North (6476 mt), Mera Central (6461 mt) e Mera South (6065 mt).

DICIOTTESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Si riparte per Chhutanga, si inizia nuovamente a salire.
Ambiente diverso, più selvaggio e senza turisti.

Si riparte nell'altra direzione, verso il Mera Peak e l'ambiente è subito diverso, più selvaggio e senza la presenza colorata dei turisti.
Giorgio e Tore devono nuovamente iniziare a salire e sanno già cosa li aspetta: freddo, fiato corto e notti da incubo!!
Alcune ore di cammino e raggiungono la prossima tappa che è Chhutanga, piccolo villaggio a 3500 metri di quota, dove speriamo riescano a trovare nella nebbia la "Tea House & Shop" della foto per riscaldarsi al loro arrivo con una bella tazza di the fumante.
Un lento avvicinamento in cinque giorni li porterà di nuovo in vetta, questa volta quella meno tecnica ma ancora più alta del Mera Peak, a poco meno di 6500 metri d'altitudine.

DICIASSETTESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Da Monjo a Lukla, il ritorno al punto di partenza.
Da domani si inizia a salire dall'altra parte.

Arrivati a Lukla: "rispetto al silenzio dei giorni scorsi, sembra di essere in centro a Milano", queste sono le parole di Giorgio a proposito del rientro suo e di Tore alla civiltà. Guardando le foto che si trovano su internet, sembra proprio una cittadina con negozietti e mercatini, vicino agli uffici delle compagnie aeree e ai tanti lodge che ospitano le persone in arrivo... tutti i trekkers passano da Lukla!!
Piove e persino Temba Sherpa ha preso il raffreddore. I portatori con i bagagli sono in ritardo. La situazione porta alla rilassatezza, insomma il posto ideale per gironzolare e riprendersi dalle fatiche dei giorni scorsi, preparandosi per quelle a venire.
Domani inizierà la seconda parte del viaggio e sarà ora di rimettere in moto le gambe per andare incontro ad una nuova sfida.

I giorni precedenti>>>


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