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La mia Alta Via dei Monti Liguri

Se mi chiedete cosa penso del trekking effettuato in solitaria lungo tutta l'Alta Via dei Monti Liguri, spontaneamente affermerei di aver fatto un bel viaggio, un vero viaggio; ma in modo inconsueto continuerei descrivendovi non tanto dove ma "dentro" a che cosa sono stato... la mia è stata un'immersione totale in una natura varia e meravigliosa, lungo quella fascia di terra selvaggia che divide il mare, con la sua costa viva e popolata, dalla pianura con le sue città e paesi adagiati tra le arterie fluviali che la attraversano.

TREDICI giorni trascorsi in solitudine, seguendo un percorso che offre un continuo alternarsi di scenari: severe montagne rocciose, rigogliose foreste, sinuosi promontori erbosi, vallate impervie, borghi e paesini di altri tempi. Dal mattino presto fino a sera, le giornate trascorrevano senza noia, assorbito da un contesto entusiasmante che appagava l'istinto di voler proseguire per scoprire cose nuove.

Il silenzio e la pace della natura erano destate dai miei passi che stonavano da quelli dei veri abitanti dei boschi: faine, cinghiali e camosci, che specialmente di primo mattino si trattenevano rilassatamente sul sentiero e in punti ben visibili. Anche animali da pascolo: mucche e cavalli, penso che in alcuni casi si siano chiesti cosa facessi IO lì, da solo, quando il sole appena sorto non aveva ancora scandito l'inizio delle attività umane mattutine.

Da Ventimiglia si parte diretti verso Nord, lungo il confine francese, per raggiungere gli ambienti più montani di tutto il percorso. Il monte Toraggio (1971 mt.) con il suo Sentiero degli Alpini è unico e particolare, come lo sono anche gli affascinanti e numerosi ex-edifici militari che si trovano lungo il primo tratto del percorso. Il possente Monte Saccarello con i 2200 mt. di altezza è la vetta più alta che si raggiunge lungo tutto l'itinerario; ed ecco l'alternarsi dei colli e dei passi che rispecchiano i nomi dei valichi che attraversano quella barriera naturale che sono gli Appennini liguri: Colle di Nava, Colle Scravaion, Passo del Melogno, Passo del Turchino, Passo dei Giovi e Passo della Scoffera, tra i quali si innalzano dolci promontori con le pendici boscose e le cime ricoperte da verdi pratoni: Monte Armetta (1739 mt), Monte Galero (1708 mt) e Monte Ramaceto (1345 mt).

La zona dell'Aveto con il suo omonimo Parco spicca per l'ammirabile preservazione dell'ambiente, offre molte opportunità a tutti coloro che si vogliono godere la natura a trecentosessanta gradi. Il Monte Aiona (1702 mt.) è la montagna che da lustro a questa zona, affascinante e particolare, è da sempre una meta escursionistica da inserire nel calendario delle uscite stagionali.

Proseguendo il cammino, tra le alture ricoperte da fitte foreste, la visuale incomincia ad aprirsi sulla linea di costa con le sue spiagge sabbiose lambite da un mare che si colora di sfumature turchesi grazie alla disuguaglianza dei suoi fondali. Il sentiero incomincia ad adagiarsi verso la costa in un susseguirsi di sali e scendi che rende gradevole la vista in ogni direzione, i pascoli animano questo territorio, mucche e cavalli si godono tutto questo spazio che appartiene loro.

Questa mia breve descrizione termina con il ritorno alla civiltà, dentro i centri abitati dello spezzino, a Ceparana. Le cose, gli ambienti e le sensazioni che ho percepito lungo tutta "l'Alta Via dei Monti Liguri" sono moltissime, la mia mente custodisce una parte di questo patrimonio come altrettanto importante è il materiale foto - video che ho raccolto durante i giorni del mio cammino.

Non vorrei sprecare niente, la calma e la tranquillità di questi posti mi hanno spinto a voler far scoprire a tutti questa realtà meravigliosa poco alla volta, con un susseguirsi di iniziative che vi invito a seguire.

Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto e seguito in questa camminata "giorno dopo giorno" .

Per ulteriori dettagli, compresi gli aspetti tecnici, rimango a vostra completa disposizione.


Alla prossima, Giorgio Pieri


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