GIORNO dopo GIORNO, notizie fresche dal Nepal

SEDICESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Da Chuukhung a Monjo, sulla via del ritorno.
Di nuovo tra i villaggi, diretti a Lukla.

Il ritorno sui propri passi riprende e porta Giorgio e Tore da Chhukhung fino a Monjo, in cinque ore di cammino.
"Finalmente si respira di nuovo ossigeno."
Monjo è costituita principalmente da una manciata di lodge lungo il sentiero che porta all'ingresso del parco. Il Sagarmatha (Everest) National Park fu fondato nel 1976 per salvaguardare un'area di 1148 mq che circonda appunto il Monte Everest. Nel 1979 l'Unesco ha dichiarato il parco Patrimonio dell'Umanità. Da quando è stato creato il parco sono aumentati gli esemplari di animali selvatici nella zona, e ora è più facile avvistare Tahr himalayani, moschi e persino il lofoforo dell'Himalaya.
Domani, sempre sulla via del ritorno i trekkers arriveranno a Lukla per poi ricominciare la salita dall'altra parte... verso il Mera Peak.

QUINDICESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Ritorno a Chhukung.
Iniziano a scendere la valle.

Giorgio e Tore sono tornati a Chhukhung e si preparano a scendere la valle, rifacendo tutto o quasi il percorso salito, a volte faticosamente, fino a ieri... fino alla cima dell'Island Peak. Avrebbero voluto proseguire sempre in avanti, percorrendo la strada che porta al passo di Amphulapcha La e poi dritti verso la nuova meta... la vetta del Mera Peak, ma come abbiamo imparato in questi giorni dalle stesse parole di Giorgio "Tutto è fattibile ma non banale" e ancora "Ci vuole tanta testa".
In montagna non bisogna strafare, occore mediare con la prudenza, e proprio questo li ha portati a seguire il consiglio di Temba Sherpa, che li accompagna in questa avventura, di non percorrere una zona difficile, troppo severa... ricca di ghiacciai, ma priva di tutto il resto, fuori com'è dai circuiti di trekking.
Si torna indietro... riassaporando i paesaggi già visti, soffermando lo sguardo con maggiore attenzione sui villaggi e sui monasteri incontrati andando su, con la mente già concentrata sulla vetta... ma questo era ieri.

QUATTORDICESIMO GIORNO DI VIAGGIO

L'Island Peak è stato conquistato in 7 ore.
Partiti prima del previsto, a mezzanotte.

Partiti dal campo base a mezzanotte, in anticipo rispetto al programma per evitare il traffico di altre cordate russe e tedesche. Sono arrivati in cima in 7 ore... conquistando la vetta!!

Una montagna di congratulazioni ai nostri trekkers per il raggiungimento di quota SEIMILA metri.

Ci uniamo tutti in un immaginario brindisi con Giorgio e Tore, esultanti di gioia, in cima all' Island Peak, prima di tornare al campo base per il meritato riposo.

TREDICESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Nel pomeriggio partenza per il campo base dell'Island Peak.
In vista della salita nelle prime ore di domani.

Come ci aveva anticipato ieri Giorgio, oggi il telefono non prendeva e così non abbiamo avuto contatti con i nostri trekkers. Dovrebbero essere arrivati al campo base Pareshaya Gyab posto a quota 5087 metri... bello alto, ma ancora un migliaio di metri al di sotto della cima della vetta, a 6189 metri d'altitudine.
La sveglia è puntata, molto presto, alle 4 di mattina, la strada da percorrere è molta, Giorgio e Tore stimano di raggiungere la cima in circa 6 ore... passo dopo passo, come il nostro motto... senza fretta, unendo la passione alla determinazione.
L'Island Peak fu scalato per la prima volta nel 1953 da una spedizione inglese, come allenamento in preparazione alla scalata dell'Everest. Tenzing Norgay era uno dei membri del team che raggiunse la cima. Il nome Islank Peak fu dato a questa montagna un paio d'anni prima, nel 1951 dalla squadra di Eric Shipton, perchè appariva come "un'isola in un mare di ghiaccio" guardandola da Dingboche. Il "picco" fu successivamente ribattezzato "Imja Tse" nel 1983, ma Island Peak rimane la scelta popolare.

DODICESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Arrivati a Chhukhung, a quota 4730 metri d'altitudine.
Domani pomeriggio partenza per il campo base dell'Island Peak.

Arrivati a Chhukhung, Giorgio e Tore hanno davanti una giornata di riposo per ritemprare il fisico e approntare l'equipaggiamento per la prima sfida. Domani pomeriggio partiranno per il campo base dell'Island Peak. Chhukhung è un piccolo insediamento estivo a 4730 metri.
I panorama che si gode da qui, e da altre zone più alte della valle, delle morene in direzione dell'Island Peak (6189 metri) è mozzafiato. In direzione nord si erge imponente il versante meridionale del Lhotse, mentre a sud domina l'orizzonte l'Amphu Lapcha (un passo a 5780 metri) e le immense pareti di ghiaccio ai suoi lati. A sud-est il versante orientale dell'Ama Dablam si presenta in una prospettiva insolita per questo monte pittoresco.
Chhukhung costituisce il luogo adatto dove organizzare la salita all'Island Peak... che questo sia di buon auspicio alla prossima scalata!!

UNDICESIMO GIORNO DI VIAGGIO

Altra giornata impegnativa con salita al Kala Patthar.
Rientro a Lobuche e domani trasferimento a Chhukhung.

Un'altra giornata impegnativa ha visto Giorgio e Tore cimentarsi con la salita al Kala Patthar o Kala Patar 'Pietra Nera' monte di 5550 metri che costituisce il punto migliore da cui ammirare l'Everest. Kala Patar è un nome hindi; secondo la leggenda il defunto Dawa Tenzing, famoso sherpa che partecipò ad alcune delle spedizioni più importanti, lo battezzò così per il suo aspetto, appunto nero che si staglia contro la cima innevata del più alto Pumori, mentre accompagnava sulla vetta Jimmy Roberts, ufficiale ed esploratore originario dell'India, col quale comunicava solamente in questa lingua.
La salita ha richiesto 7 ore e i nostri trekkers cominciano a risentire della fatica prolungata. Domani cercheranno di fare un'altra tirata per arrivare fino a Chhukhung, in modo da potersi prendere un intero giorno di riposo in vista della prima delle due prove più impegnative, la salita all'Island Peak.

DECIMO GIORNO DI VIAGGIO

Impegnativo il passo di Cho La o Chhugyuma.
Arrivati a Lobuche, a quota 4910 metri.

La giornata è iniziata alla grande con l'attraversamento del passo di Cho La o Chhugyuma alla ormai ragguardevole quota di 5330 metri d'altitudine. Il percorso è molto impegnativo soprattutto in presenza di una certa quantità di neve... insomma una grande sgroppata, solo per passare nell'altra valle!!
Giorgio, Tore e il gruppo sono poi scesi ai 4910 metri di Lobuche, villaggio estivo che è diventato un importante punto di sosta dei trekking. Pochi lodge e ancor meno confort, ma in compenso da Lobuche si gode una vista memorabile del tramonto sul Nuptse. Il tempo è sempre bello, ma anche freddo soprattutto al calare del sole. Da questo punto in poi non ci sono più lodge e per dormire occorrerà arrangiarsi con le tende. Domani è prevista la salita al Kala Patthar, a quota 5550 metri, per continuare acclimatamento in vista dei seimila.
Le condizioni di salute sono sempre buone... ci è giunta solo qualche lamentela per il vitto.

NONO GIORNO DI VIAGGIO

Notizie di prima mattina: arrivati a Gokyo.
Salito il Gokyo Ri (5357 metri), diretti al passo Cho La.

Recuperiamo la giornata di ieri, priva di aggiornamenti con alcune notizie di prima mattina. Giorgio e Tore sono arrivati a Gokyo, con qualche difficoltà per il sentiero pieno di neve, ma per fortuna il tempo è di nuovo bello. Sono poi saliti sul Gokyo Ri, a quota 5357 metri per continuare l'acclimatamento. A metà strada tra il primo e il secondo lago si diparte un sentiero che attraversa la morena verso Est, e che porta al Cho La (o passo di Chhugyuma) a 5420 metri, nella regione dell'Everest. Il valico del passo non è difficile, ma è ripido e comporta l'attraversamento di un ghiacciaio sul lato Est.
Giorgio scrive: "Tutto è fattibile ma non banale. Ogni errore lo paghi. Ci vogliono gambe, polmoni e tanta testa".

OTTAVO GIORNO DI VIAGGIO

Nessuna notizia "di giornata" arrivata oggi.
Secondo il programma, sono arrivati a Gokyo.

Oggi non ci sono notizie fresche di Giorgio e Tore, forse a causa della neve o forse semplicemente perchè sono entrati in una zona "buia" di segnale. Questo nonostante la notizia, diffusa in questi giorni e ripresa anche dalla nostra pagina dell'attualità, a proposito dell'estensione del segnale cellulare fino alla zona del campo base dell'Everest.
Secondo il programma e come anticipato ieri, la meta del cammino era Gokyo nella valle omonima, a quota 4750 metri d'altitudine. Gokyo è un insieme di case in pietra e di pascoli circondati da muretti, che sorge sulle sponde di un grande fiume, il Dudh Pokhari, e sembra una località di villeggiatura abbandonata. Quindi immaginiamo Giorgio, Tore e tutto lo staff in uno degli otto lodge, comodamente sistemati a godersi il panorama mozzafiato intorno al villaggio oppure la vista dell'omonimo lago.

SETTIMO GIORNO DI VIAGGIO

Arrivati a Machhermo, a quota 4410 metri circa, dopo 5 ore.
Lungo il cammino non ci sono più villaggi ma solo rifugi.

Anche se è Domenica i piedi non si sono certo fermati... Giorgio e Tore con Temba e i portatori, in 5 ore di cammino sono arrivati, a quota 4410 metri d'altitudine, al villaggio di Machhermo, la cui posizione incredibile, consente alla vista di addentrarsi sin nel cuore della valle di Gokyo, meta della giornata di domani.
Da questo punto in poi non ci saranno più villaggi ma solo rifugi. Anche il tempo è peggiorato molto e nevica in modo consistente. Fare a meno dell'attrezzatura invernale, già diretta al campo base dell'Island Peak, sembra difficile... in mancanza di un bel caminetto acceso con legna resinosa, non resta che la cacca di yak per scaldarsi... non proprio con lo stesso profumo.

SESTO GIORNO DI VIAGGIO

Passati per il villaggio di Khumjung in una zona poco battuta.
Arrivati a Phortse Tanga per risalire la valle verso Gokyo.

Giorgio e Tore con la guida di Temba sono passati oggi per il villaggio di Khumjung, in una zona poco battuta dalle spedizioni di trekkers. Si iniziano a vedere gli "ottomila", compreso l'Everest. I portatori, che si occupano del carico di bagagli, sono stati cambiati perchè troppo giovani per il compito affidato loro.
I bagagli di materiale sono stati divisi, in modo da poter mandare l'equipaggiamente per la salita all'Island già al villaggio di Chhukung, in anticipo di una settimana rispetto all'arrivo dei nostri "uomini". D'accordo con lo sherpa hanno modificato il programma e hanno deciso di fermarsi a dormire a Phortse Tanga, in modo da poter risalire la valle verso Gokyo a sinistra anzichè a destra. Il tempo purtroppo non è più molto bello e l'ambiente stesso sta diventando più severo man mano che si avvicinano alla prima cima da scalare, l'Island Peak.

QUINTO GIORNO DI VIAGGIO

Trekking a Thame e ritorno a 4000 metri d'altitudine.
Visita al villaggio e al tempio buddista fuori dai circuiti turistici.

La giornata è iniziata con la salita a Thame, villaggio del Distretto di Solukhumb, ad una quota di circa 4000 metri d'altitudine, vicino al Monte Everest e posto sulla rotta di commercio del sale che unisce Tibet, Nepal e India.
Il percorso di circa 6 ore di cammino, andata e ritorno, ha portato Giorgio e Tore a visitare il villaggio, con un bel tempio buddista, fuori dai normali circuiti turistici del Nepal.
Molti Sherpa vivono in questo villaggio, come Apa Sherpa, che detiene il record mondiale di 20 ascensioni all'Everest. Inoltre, è la città dove ha passato l'infanzia Tenzing Norgay, che con Edmund Hillary è stato il primo uomo a scalare il tetto del mondo.

QUARTO GIORNO DI VIAGGIO

Trekking a Namche Bazar, sede del tradizionale mercato.
Bel tempo costante con vista sulle vette del pianeta.

Giorgio, Tore e Temba accompagnati dai portatori sono arrivati oggi a Namche Bazar, villaggio ai piedi dell'Himalaya a 3440 metri d'altitudine. Il sabato mattina vi ha luogo un tradizionale mercato in cui gli abitanti dell'area vendono le loro mercanzie ai residenti e ai turisti. Il villaggio dispone di alcuni internet-cafès, facendone uno dei pochi luoghi di quest'area del Nepal in cui si può avere accesso a internet.
Il tempo si mantiene sempre bello, rendendo più piacevole l'acclimatamento in quota e offrendo una spettacolare vista delle vette più alte del pianeta sopra i 6/7000 metri.

TERZO GIORNO DI VIAGGIO

Dopo il trasferimento a Lukla.
Tre ore di trekking verso Phakding.

L'atterraggio "al volo" all'aeroporto di Lukla garantisce un brivido aggiuntivo al trasferimento aereo nella piccola città, posta a 2860 metri di altitudine. Questo aeroporto è molto popolare, perchè è il luogo di partenza della maggior parte delle scalate dirette sull'Everest. Per questo motivo, nel gennaio del 2008, lo scalo è stato intitolato a Sir Edmund Hillary e a Tenzing Norgay, le prime persone a raggiungere la cima dell'Everest, il tetto del mondo.
Una "passeggiata" di tre ore verso Phakding segna l'inizio ufficiale del trekking con un sentiero in mezzo ai villaggi, dove si incontra diversa gente. Il tempo è bello e anche piuttosto caldo... almeno fino al tramonto, quando la temperatura cala di pari passo al sole.

SECONDO GIORNO DI VIAGGIO

L'arrivo a Kathmandu, capitale del Nepal.
In serata trasferimento anticipato a Lukla.

In aeroporto, Giorgio e Tore si sono incontrati con Temba, lo sherpa che li accompagnerà in tutte le tappe del viaggio.
La giornata, a disposizione quasi per intero, serve per mettere a punto i dettagli dei prossimi giorni e per verificare attrezzature e materiali. Tutto l'equipaggiamento è pronto e in serata Giorgio, Tore e Temba anticiperanno il trasferimento a Lukla, previsto per la giornata di domani, in attesa di iniziare il trekking.

PRIMO GIORNO DI VIAGGIO

La partenza da Malpensa.

Oggi, si parte... Giorgio e Tore sono pronti per imbarcarsi all'aeroporto di Malpensa... con scarponi e valigie.
Il volo per Kathmandu, partito in mattinata è molto lungo e prevede una tappa di parecchie ore a Doha, negli Emirati Arabi.
Giungeranno all'aeroporto nepalese domani mattina prima delle nove... in tempo per fare colazione.

<<<I giorni seguenti


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