Andiamo in Nepal a portare il nostro aiuto e il vostro sostegno.


GIORNO dopo GIORNO, diario di viaggio
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KATHMANDU

Punto della situazione
Festeggiamenti per salutarci

Giorno della partenza. Il Dr.Rishi ci ha invitato a passare da lui, ha organizzato una riunione con persone importanti, che collaborano con lui nei progetti umanitari, è stata un buona occasione per rifare il punto della situazione; al termine siamo passati ai festeggiamenti per salutarci... inutile precisare che ci aspettano... anche presto.
E' finito anche questo resoconto giornaliero, spero vi sia abbia reso partecipi e coinvolti, da domani potrò raccontarvi di persona. Come sempre abbiamo raccolto molta documentazione foto/video, servirà per creare momenti di esposizione e aggregazione, per farvi vedere cosa siamo riusciti a fare con il vostro sostegno.


---------------------------------------------- Grazie a tutti, ci vediamo presto, Giorgio e Tore.

Namo Buddha

Grande monastero
Riflessioni sul viaggio

Oggi ci siamo recati a visitare il monastero di Namo Buddha, il più grosso che si trova in Nepal, sulla prime montagne a circa 40 km da Kathmandu, per stare in tema possiamo dire che anche noi abbiamo fatto meditazione.
In che senso, vi chiederete? Siamo all'ultimo giorno del nostro viaggio, domani sera si riparte, non avendo più niente da programmare abbiamo rivoltato la clessidra e riperso i giorni trascorsi per distinguere e ragionare su tutto quello che abbiamo fatto e visto. Adesso non è possibile darci delle aspettative precise, siamo consci di avere aperto nuove strade, come e quando percorrerle è tutto da valutare. La sensazione che abbiamo rispecchia la realtà, di non essere venuti da soli, ma di aver aperto un solco con l'aiuto di voi che ci avete sostenuto e seguito da casa, prima e durante il nostro viaggio. Personalmente, ma so che Tore la pensa allo stesso modo, tutto questo lo ritengo un importante accrescimento per PASSOdopoPASSO, nel quale chi vorrà, si potrà inserire nel modo che riterrà più idoneo. Ecco queste sono le prime riflessioni.


------------------------------------------------------------------------ A presto, Giorgio e Tore.

BHAKTAPUR

Cumuli di macerie
Canti di preghiera

Riprendo il discorso da ieri, perchè la serata che abbiamo trascorso con Fausto e Stefania sarebbe stata già da sola sufficiente a motivare questo viaggio, immaginatevi con quello che abbiamo fatto i giorni scorsi quanto portiamo a casa. Fausto è una persona particolare, inteso nel modo più bello e rassicurante che si può immaginare. Cenare e poi camminare nelle penombra delle viuzze di Thamel, ascoltando il suo punto di vista su molte cose ci ha aperto la testa in due, ci ha fatto pensare che la purezza è alla base di tutto, poi devono arrivare la serietà e il rispetto, l'onestà e la grinta, la motivazione e tanta voglia di vivere la vita intensamente. Non vorrei essere presuntuoso, se mi permetto di definirlo un sognatore che ha concretizzato i suoi sogni, portando a termine imprese straordinarie, realizzando progetti incredibili con una capacità e determinazione che solo pochi uomini passati sulla terra hanno avuto. Trasuda rispetto e amore per la semplicità, per tutto ciò che di puro e onesto ci circonda.
Veniamo a noi, siamo a Bhaktapur, ci siamo trasferiti questa mattina, la nostra solita guest house è inagibile, così ci siamo accasati in una vicina. Incrociamo pochissimi stranieri, oltre a noi che continuiamo a dichiararci "non turisti", cui si avvicinano, insistenti, mille venditori ambulanti. Il tempo è molto bello, non piove da qualche giorno, noto un incremento di attività rispetto al nostro primo sopralluogo, ci sono persone e mezzi in movimento che sbancano i cumuli di macerie nelle piazze e nelle vie. Fa paura vedere l'alto livello di pericolosità in cui operano, abbattono tetti e cornicioni camminando su case aperte in due, assemblate come il gioco dei Lego di un bambino di 3 anni.
Girovagando mi imbatto in quello che definirei il Comune, fuori c'è tensione, persone che manifestano con i cartelli, a contrastarli la polizia in tenuta "cattiva" che impugna una canna di bambù bella spessa. Con "santa Go-Pro", senza farmi notare, riprendo la scena... velocemente, per evitare un collaudo di resistenza sotto uno scarpone militare.
Il fascino serale di Bhaktapur rimane nonostante le sue gravi ferite, si percepisce la volontà di ritornare alla vita normale, gli anziani non hanno smesso di intonare canti di preghiera nella piazza semidistrutta.


------------------------------------------------------------------------ A presto, Giorgio e Tore.

KATHMANDU

Rarahil School
Thamel

Questa mattina abbiamo salutato il Dr. Rishi, il nostro programma viene aggiornato ancora una volta perchè il nostro incontro con Fausto De Stefani alla Rarahil School ci fa desistere dallo spostarci a Bhaktapur per i prossimi giorni. In poco tempo i discorsi si intrecciano e si allargano, dopo aver pranzato alla scuola viene spontaneo accordarci per la cena a Kathmandu nella zona di Thamel. Per questo motivo abbiamo preso una camera in un posto che conosciamo, poco distante dal locale dove ci troveremo questa sera.
I parametri e le esperienze sono assolutamente differenti, nonostante tutto questo per noi è quasi confortante apprendere da Fausto come le problematiche fondamentali che continua a trovare lui sono le stesse che troviamo noi. Ci ha parlato di come si sono avvicendate le situazioni politiche in Nepal e della situazione attuale, la sua è una visione completa, vissuta personalmente. Con questa affermazione ci ha dato un parametro: "per me scalare i 14 ottomila è stata una passeggiata rispetto a tutte le battaglie che ha dovuto affrontare negli anni per perseguire nell'intento della scuola". Ogni cosa che ci dice ci potrà ritornare utile, approfondire la sua conoscenza vorrà dire avere un grandissimo punto di riferimento per il futuro.
Nel pomeriggio ennesimo giro per Thamel, viuzze che si intersecano straboccanti di negozietti pieni di roba, articoli da montagna e ogni sorta di prodotto locale per i turisti. In questo labirinto non sai mai dove sei, ma come per magia ti ritrovi in un posto noto che ti sa ricondurre sui tuoi passi. Non siamo diventati pigri. Il motivo per cui non ci stiamo impegnando a ricercare altri interventi è che ormai il tempo a disposizione è poco, non ha senso improvvisare, preferiamo non disperdere energie per assicurare continuità a quanto già avviato.
Spero che anche voi siate d'accordo.


------------------------------------------------------------------------ Saluti, Giorgio e Tore.

KATHMANDU

Giornata tranquilla
Domani a Bhaktapur

Giornata tranquilla, di riposo, dopo aver fatto quattro chiacchiere con il Dr.Rishi ci siamo messi in strada per andare a casa di Basanta, il ragazzo che ci ha seguito negli spostamenti e nell'organizzazione in generale. Ci ha invitato a pranzo a casa sua, abita a pochi passi da Pahupati, il luogo della cremazione. Ad attenderci tutta la famiglia, ma proprio tutta: madre, padre, sua moglie, 3 fratelli, 2 sorelle e bambini vari. Vivono tutti nello stesso alloggio di quattro camere, la loro è una famiglia agiata, arrivano dalle campagne di Nuwakot, dove posseggono terreni e risaie, il riso è un parametro di ricchezza. Il menu è il classico riso e verdure, dobbiamo insistere per convincerli a mangiare con noi e sentirci così anche meno osservati. La moglie fa per tre, pronta con i suoi mestoli a riempirti le ciotole quando con sollievo pensavi di essere arrivato alla fine. La stomaco parla con la bocca semi-anestetizzata dal peperoncino, pregandola di non mandare giù altro cibo. Arrivano le prime gocce di pioggia e in distanza vediamo la solita colonna d'acqua in avvicinamento, decidiamo di rientrare per non bagnarci, ripromettendoci di andare in serata nel quartiere di Thamel, faremo festa al "Fire and Ice", un locale conosciuto e frequentato dagli alpinisti, vi dico solo che il proprietario è italiano e alle pareti ci sono immagini che richiamano l'Italia, confesso che sentiamo solo il rischiamo di una buona pizza.
Domani mattina lasciamo la guest house del Dr.Rishi per trasferirci nella tranquilla cittadina di Bhaktapur, transiteremo per la "Rarahil Memorial School" dove dovremmo incontrare l'alpinista Fausto De Stefani, l'occasione di conoscere un mito non capita tutti i giorni. La scuola, realizzata grazie alla volontà di questa persona, è una grande ed importante realtà. Per fortuna a parlare sono altri occhi, altre divise, altri banchi, meno male...


------------------------------------------------------------------------ Namaste, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Di ritorno
Gioia e orgoglio

Oggi al villaggio è tutto tranquillo, alla scuola non c'è nessuno perché già ieri è stato un giorno di prolungamento eccezionale prima di una chiusura di un mese, a causa dei monsoni. Abbiamo percorso molta strada tra un terrazzamento e l'altro camminando sui muriccioli fatti di fango completando di visitare le famiglie che non avevamo ancora conosciuto. La voce si è sparsa e i sorrisi non si misurano, se avessimo bevuto tutto il the che ci hanno offerto saremmo drogati. Siamo stati invitati a pranzo dal maestro e sua moglie che è una sorta di educatrice governativa, si vede che sono riconoscenti e ci spingevano a sbilanciarci su futuri programmi. La tattica da adottare è questa: bisogna fargli capire che noi abbiamo aiutato loro, ma loro devono aiutare noi, completando tutti i lavori e seguendo le nostre direttive. Aspettiamo le foto con la pompa dell'acqua funzionante, i bagni puliti e tutti bambini con la divisa finita, solo a questa condizione andremo avanti. Siamo fiduciosi. Al rientro a Kathmandu il Dr.Rishi ci ha accolto con un caloroso abbraccio e mille ringraziamenti, chissà perché ha ordinato di attivare l'acqua calda, ci voleva.

------------------------------------------------------------------------ A presto, Giorgio e Tore

NUWAKOT

Arrivati alla scuola
La felicità dei bambini

Missione compiuta. Una giornata come oggi ti rimane dentro, ci vuole del tempo prima di metabolizzarla, di snocciolarla nei particolari. Viene da chiedersi cosa è successo ma trovo più corretto dire che "oggi è successo" e basta. Dopo 8 giorni dalla nostra prima visita alla scuola siamo riusciti a portare a termine quello che ci siamo prefissati, abbiamo consegnato il nostro/vostro carico di solidarietà. Non mi sembra più il caso di parlare dei vestiti, del materiale e delle attrezzature che erano in elenco, l'importante è che tutto è salito alla scuola. Nei giorni scorsi a Kathmandu, dedicati ai preparativi, il nostro pensiero era quello di rispettare la promessa che avevamo fatto a quei bambini, di ritornare da loro, al tempo stesso dovevamo fare del nostro meglio, ma questa lo sapete già e cosi è stato. Per rendere piacevole la nostra aspettativa cercavamo di immaginare come sarebbe stata la fase culminante del nostro lavoro con l'arrivo del camion al villaggio, il trasporto del materiale su per il sentiero, l'accoglienza alla scuola, la distribuzione ai bambini poi è stato il massimo.
Capisco solo ora che non sarebbe bastata tutta la fantasia per avvicinarsi alle emozioni che abbiamo provato oggi, vedere le cose più semplici di questo mondo vissute con una felicità che ti spiazza. Tanta riconoscenza per aver portato un segnale e aver dato un po' di dignità ai bambini. Non nascondo che è stata una giornata impegnativa e al tempo stesso siamo stati fortunati, è andato tutto bene, le nostre raccomandazioni sono state seguite. Il camion ha retto e i monsoni sono stati clementi. Il giorno prima tutti i mezzi sono rimasto bloccati dal fango. L'altro giorno con Tore si scherzava dicendo "ci manca solo di dormire con le capre", bene... questa sera proveremo anche questo. Per non avere peso nello zaino siamo saliti senza tende e allora non possiamo pretendere trattamenti di favore perché non ce ne sono. Una famiglia ci ha ospitato in una delle loro strutture di fortuna, legno e lamiera, a dire il vero mi va anche bene visto il botto che ha dato la terra poco fa. Domani dopo aver fatto qualche visita di cortesia ci incamminiamo per il ritorno verso Kathmandu.
Lo so, non ci vorrà molto a strapparci un arrivederci a presto... "namaste".


------------------------------------------------------------------------ Saluti, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Pronti a partire
Camion quasi carico

Ore 18, mi affretto ad inviarvi il resoconto della giornata perchè mi rendo conto che il collegamento internet tra poco cessa e ci tenevo darvi gli ultimi aggiornamenti prima della nostra partenza in direzione Nuwakot. Non abbiamo idea di quanti giorni ci tratteremo nel villaggio ma di sicuro sappiamo che comunicare sarà problematico. Adesso siamo nelle guest house del Dr.Rishi, che è diventata un nostro centro logistico, dove abbiamo raccolto tutto il materiale e lo stiamo preparando, una montagna di roba senza considerare i due serbatoi da 1000 lt, la pompa e i rotoli di tubazione le passeremo a caricare domani mattina all'alba. Il materiale didattico è lievitato: matite, biro, zaini (220), quaderni (1500) sono aumentati numericamente, in aggiunta ci sono astucci, gomme, pennarelli, gessi ecc...
Stiamo imballando il tutto nella plastica per preservarlo dalla pioggia in carichi da 15 kg max per essere portati su a piedi. Il camion che doveva partire oggi dal villaggio sembra che sia bloccato a causa delle forti piogge che hanno innalzato il livello del fiume, allora ne stiamo cercando uno qui a Kathmandu. La domanda viene spontanea... ma il fiume da superare resta comunque, no? La risposta esatta non la so ma la immagino, no problem... acqua fino alla vita.
Come buon auspicio vi parlo già di domani: alle 5 di mattina arriva il camion che è già passato a prendere i serbatoi ecc..., carichiamo tutto il materiale che abbiamo qui in guest house, alle 7 partenza con il camion, arrivo previsto dopo 3/4 ore di viaggio, molto dipenderà dalle condizioni della strada, sterrata logicamente. Sul posto ci attenderà la gente del villaggio per il trasporto a piedi di tutto il materiale alla scuola. Se per sera abbiamo finito è un lusso, il più è fatto.
Come dice Tore... aaahhh è un cinema.


------------------------------------------------------------------------ A presto, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Aspettando il sarto
Dopodomani si parte

Il Nepal e in particolare Kathmandu è un luogo dove tutto è possibile, ogni ostacolo può essere superato da intraprendenza e manualità che derivano dalla capacità di lottare tutti i giorni per la sopravvivenza. Il problema è il nostro, che non sappiamo rispettare i tempi per realizzare le cose in questo modo. Scalpitiamo perchè passano i giorni, quelli stabiliti, senza poter vedere progressi con i nostri occhi, probabilmente ci sono stati, perchè questa mattina il Dr. Rishi, dopo aver visitato una fiumana di gente nel suo ambulatorio, ci ha detto che il materiale lo stanno preparando. Noi, come San Tommaso siamo andati a mettere il naso dal sarto e li abbiamo potuto constatare che una parte delle divise sono pronte e che altra stoffa gli è stata ordinata. Con Rishi abbiamo precisato che entro domani sera vogliamo aver il carico sul camion per essere pronti a partire la mattina del giorno 8/7. Abbiamo ancora abbastanza giorni a disposizione ma non sappiamo cosa ci aspetta, gli imprevisti sono dietro l'angolo, come quello delle piogge che se aumentano non ci permettono di guadare il fiume in fondo valle o possono causare qualche frana che bloccherebbe a metà strada il nostro convoglio. Dal punto dove si arriva con i mezzi alla scuola c'è 1 ora e 1/2 di cammino liberi da carichi, questa volta è diverso, tutti devono fare la loro parte ma non sappiamo quanti saranno questi tutti. Non vogliamo lasciare materiale sparso in giro, tutto deve arrivare alla scuola. Mi sa che domani mattina dovremo creare un po' di "agitazione" per ottenere quanto ci serve.

------------------------------------------------------------------------ Saluti, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Pioggia intensa
In attesa del materiale per la scuola

Come detto ieri, questa mattina abbiamo appuntamento con Themba Sherpa, dopo innumerevoli mail e sms siamo nel luogo convenuto ed ecco che al suo posto si presenta la moglie, lui è a lavorare in Corea. Per carità va bene, è solo per farvi capire che qui non bisogna lasciare niente per scontato. Avremmo visto il nostro amico con piacere, ma abbiamo capito che questo incontro è stato cercato per coinvolgerci nei problemi della scuola del villaggio della moglie di Themba. Non abbiamo potuto fare altro che prendere tempo dicendogli che ci risentiremo più avanti e vedremo cosa possiamo fare. Per il resto la giornata è stata tranquilla anche perchè da quando siamo qua è la prima volta che piove tutto il giorno, così la nostra visita a Phatan è stata interrotta dopo aver trascorso qualche ora al riparo in un tempio a "dormire" su una panca. Domani vorremmo cercare di capire che strada ha preso il nostro materiale per non trovare brutte sorprese all'ultimo momento, perchè il giorno 7 dobbiamo ritornare alla Rarahil School per incontrare Fausto De Stefani e informarlo della variazione di programma.

------------------------------------------------------------------------ Saluti, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Campi di sfollati
Nessun altro aiuto

Come previsto oggi siamo andati a visitare alcuni campi di sfollati provenienti dalla zona del Lanthang, intere famiglie che non hanno più nulla, la loro vita ormai si svolge sotto un telone e il loro sostentamento avviene grazie a sacchi di riso che vengono portati, da chi non abbiamo ben capito. La tentazione di fare qualche intervento anche per queste persone ci è venuta subito, ma ormai dobbiamo stare concentrati sul nostro obiettivo, ragionandoci sopra pensiamo che la nostra azione rivolta alla scuola di Nuwakot rimanga la loro unica possibilità vista la posizione così decentrata e di difficile accesso. Nessun altro si prenderebbe una rogna del genere, noi ci siamo arrivati quasi per caso e adesso vogliamo proseguire.
Voglio rimarcare che a parte qualche tenda montata qua e là non c'è più anima viva o struttura che lasci pensare ad interventi umanitari dall'estero o dal governo nepalese: non un camion, non una tendopoli organizzata, non una divisa o pettorina che sia... niente di niente.
Ci è giunta voce che la notizia del nostro prossimo ritorno alla scuola si è sparsa e così i bambini si sono moltiplicati, quelli che normalmente rimanevano a lavorare nei campi si sono presentati. Parliamo di altri 50 scolari, cosò abbiamo dovuto provvedere ad ordinare telefonicamente altra stoffa e materiale da distribuire, per non scontentare nessuno.
La solita risposta... "no problem" e noi aggiungiamo la nostra "sperem".
Domani mattina abbiamo appuntamento con il nostro amico Themba Sherpa, lui abita a Kathmandu e non ha avuto grossi danni, ma parte della sua famiglia che vive sulle montagne invece si. Themba nel periodo estivo viene a lavorare in Italia presso un rifugio di montagna, dopo il terremoto gli sono stati inviati aiuti in denaro da parte di amici italiani.


------------------------------------------------------------------------ A presto, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Di nuovo a Kathmandu
Forse abbiamo esagerato

Forse abbiamo esagerato!! Questa mattina ci siamo riuniti con il Dr.Rishi e il suo staff, a detta loro abbiamo fatto management, a mio parere però ci siamo capiti solo a metà e dopo aver ripetuto le cose sessanta volte. Abbiamo imposto quelle che sono le nostre idee chiedendogli di procuraci quanto segue: 2 serbatoi per raccogliere acqua, una pompa elettrica per portare acqua fino alla scuola, 400 mt di tubazione, 300 biro, 300 matite, 1200 quaderni, 150 zainetti, 32 divise finite/complete per i bambini, 300 mt di stoffa che servirà per realizzare le divise su misura direttamente presso la scuola. Per quanto à possibile seguiamo le cose a modo nostro... PASSODOPOPASSO, allora oggi siamo andati a Kathmandu con l'omino a comprare la stoffa e ordinare le divise finite, stressante è a dire poco, se pensate che à già difficile contrattare per una sciarpa immaginatevi la proporzione. Ne siamo usciti con un'auto "Suzuki maruti" con la pancia a terra dal peso. Per il giorno 7/7 tutto deve essere pronto per fare il carico e il giorno 8/7 siamo di partenza verso la scuola nel distretto di Nuwakot, dove vogliamo consegnare la roba e impostare il lavoro. Ce la faremo? Per sicurezza teniamo il passaporto in tasca. Girando per Kathmandu confermo quello che temevo, il centro storico in particolare Durbar Square sembra bombardata irreparabilmente, mettere quattro puntelli assurdi à tutto quello che sono riusciti a fare, la gente gira nelle viuzze tra le case spanciate e pericolanti. Non c'è più niente e nessuno che ci metta mano, salvo qualche poveraccio che si smonta la casa con una mazzetta e una cesta. Non ritornerà mai più come prima, le uniche cose belle della città sono state distrutte al 50% e le rimanenti sono in agonia, piano piano si sgretoleranno. Domani ci dovremmo spostare in un'altra zona molto colpita con l'auto del Dr. Rishi.

------------------------------------------------------------------------ Saluti a tutti, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Ritorno a Kathmandu
Sfacelo intorno a noi

Dopo due giorni trascorsi nel distretto di Nuwakot siamo già rientrati nella capitale, vi spiego il perchè. La zona che abbiamo visitato a piedi, si presenta come un'innumerevole serie di case isolate tra loro, sparse in una intera vallata di montagna terrazzata; distruzione ovunque, le abitazioni sono tutte danneggiate se non crollate, ma la cosa incredibile è che in situazione così estrema non sappiamo come portare aiuto. La gente, che ti accoglie con un sorriso, si è aggiustata alla bene meglio creando ripari di fortuna con legname e lamiere, c'è bisogno di tutto e di niente, nel senso che anche volendo non ci sono materiali da comprare o azioni da fare che possono migliorare la loro vita. Donare qualche soldo? Lo abbiamo fatto, ma qui non serve nemmeno la carità.
Abbiamo dovuto riflettere e trascorrere la notte tra una scossettina sismica e l'altra prima di prendere una decisione. La nostra attenzione si è concentrata sulla scuola che abbiamo visitato appena arrivati, su tre costruzioni... due non ci sono più e una è da abbattere, perciò siamo di fronte ad un impegno di ricostruzione troppo grande da affrontare adesso. Dopo una riunione con il "preside" e i notabili abbiamo deciso di occuparci direttamente dei bambini, cercheremo di provvedere a rifare tutte le divise (duecento) che indossano quando sono a scuola.
Che storia! E adesso cosa facciamo? Come vi ho detto siamo scesi a Kathmandu e domani ci muoviamo, non sappiamo ancora se dobbiamo comprare qualcosa come 400 mt di stoffe o 400 vestiti tra camicie, pantaloni o gonnelline e poi organizzare un piccolo convoglio di mezzi fuoristrada prima e di portatori dopo. Non vogliamo eccedere nella diffidenza, ma riscopriamo anche in questa occasione la scarsa affidabilità e la poca serietà quando si parla di organizzare e di quantificare le cose sia in tempo che in denaro. Non bisogna fidarsi troppo e se è il caso cazziare va sempre bene.
Non saprei cosa aggiungere, se non che cercheremo di mantenervi aggiornati.


-------------------------------------------------------------------------------- Saluti, Giorgio e Tore

KATHMANDU

Nepal, ci siamo
Kathmandu e Bhaktapur

Ieri dopo un viaggio regolare siamo arrivati in Nepal, dall'aeroporto con un taxi abbiamo raggiunto l'Ayurveda Health Home del medico Rishi Ram Koirala che ci ospita in questi primi giorni di permanenza in Kathmandu. Questa mattina siamo andati alla Rarahil Memoria School per prendere i primi contatti in vista del giorno 7/7 quando ci trasferiremo presso questa struttura, l'accoglienza è stata delle migliori e una breve visita della scuola, la presenza di bambini di tutte le età ci ha aperto la visuale su una realtà diversa da quella stremata che si trova per le strade. La città in tutta la cerchia periferica non ha risentito del terremoto solo il centro storico risulta danneggiato nei suoi siti monumentali.
Drammatica è la situazione a Bhaktapur, dove ci siamo recati nel pomeriggio, qui ad avere la peggio non sono stati solo gli edifici monumentali ma anche molte abitazioni, crolli e dissenti hanno interessato le case più vecchie, le strade sono piene di macerie, probabile che alcune vittime siano ancora sepolte. Le piazze più importanti bene o male sono state ripulite, a parte qualche scavatore e alcuni privati che lavorano a mani nude su cumuli di macerie assurde non c'è la presenza di alcuna organizzazione governativa o altro.
Domani su indicazioni del Dr. Rishi ci spostiamo nella zona di Nuwakot dove i villaggi sono stati rasi al suolo, si parla di case distrutte per 95%. Andremo in fuoristrada e prevediamo di rimanerci qualche giorno utilizzando le tende e il materiale che ci siamo portati da casa. Qui inizieremo il nostro lavoro che dall'idea che ci siamo fatti sarà quello di occuparci della ricostruzione di ripari e rifare tetti.
Come ci è stato suggerito, per non incorrere in problemi, non è conveniente dare direttamente il denaro alla gente ma è preferibile acquistare i materiali necessari e accertarsi del loro impiego. Appena possibile vi daremo altre notizie, un saluto.

-------------------------------------------------------------------------------- Giorgio e Tore

LA PARTENZA

Milano Malpensa
Nepal, arriviamo

Tore e io abbiamo già fatto molte esperienze insieme rivolte principalmente a spedizioni che ci hanno portato a visitare posti sperduti, ma sempre con una meta da raggiungere, concentrati mentalmente su un obiettivo. Questa volta è diverso, le motivazioni che ci spingono sono altre, penso che influisca una sorta di deformazione professionale di Vigili del Fuoco, che ci porta a voler essere presenti e attivi nei momenti di necessità. Siamo contenti di partire per andare a fare qualcosa di utile e vogliamo ripagare la fiducia che ci è stata data da chi ci ha sostenuto.

Seguite il nostro diario... a presto. Grazie a tutti.
------------------------ Giorgio e Tore