passo dopo passo PROPONE:

Dal Monte Chiappo al Monte Ebro: Balcone sulla nostra provincia

Le montagne sono sempre al loro posto, sovrastano e dividono continenti e nazioni, razze e culture; la catena dell'Himalaya con il monte Everest è considerata il tetto del Mondo, le Alpi e il Monte Bianco sono la corona naturale che l'Italia può vantare, quale motivo di unicità e pregio naturale.

Ogni territorio, regione o provincia ha le proprie montagne, dove il tempo trascorre senza clamori con ritmi diversi da quelli a cui siamo abituati normalmente, le vallate sono il nostro rifugio per ritornare a provare emozioni e sensazioni che solo la natura ci può dare.

Allora perchè non conoscere e approfittare di quelle che sono le nostre montagne? L'appennino piemontese, con la sua dorsale, arriva a segnare il confine tra le province di Alessandria, Pavia, Piacenza e poco più in là con quella di Genova; ed è proprio al Monte Chiappo, con i suoi 1699 metri, cui spetta il compito di fare da "cippo" di confine, ed è da qui che parte anche il crinale che divide la Val Curone dalla Val Borbera.

Proprio a questo crinale voglio dare risalto in questa occasione, sulla sua dorsale troviamo il Monte Giarolo, il Monte Panà, il Monte Gropà e il Monte Ebro che con i suoi 1701 metri di quota detiene, anche se di poco, il primato di altezza nella nostra provincia.

Il Monte Chiappo e il Monte Ebro sono due montagne erbose trapezoidali e tondeggianti, le praterie sommitali sono visibili dalla pianura tortonese e alessandrina. La posizione panoramica delle loro cime permette di osservare da una parte l'intero arco alpino dalle Alpi Marittime, alle Alpi del Triveneto e dall'altra il Mar Ligure con la costa genovese e savonese.

Il colpo d'occhio verso sud-est ci fa apparire le cime importanti dell'appennino settentrionale quali il Monte Lesima, il Monte Alfeo e più lontano il Monte Maggiorasca e il Monte Penna che svettano nella Val d'Aveto.

Seguendo l'armonioso percorso che si snoda sul crinale tra il Chiappo e l'Ebro si attraversano praterie altitudinali, dove a primavera si susseguono esplosioni di colore dovuti a numerosissime specie floreali, alcune molto rare per l'Appennino. Gli spazi aperti si alternano a zone boschive, che vedono la presenza di faggi, sorbi montani, aceri di monte accompagnati ad arbusti quali il biancospino.

La fauna di queste praterie fiorite è particolarmente ricca di lepidotteri diurni, tra le quali emergono specie di farfalle di ascendenza alpina. Tra gli uccelli nidificatori troviamo invece specie steppiche, mentre nella parte sommitale del Monte Chiappo è attualmente presente una buona popolazione di marmotte.

La presenza di aree umide, anche di piccole estensioni consente l'esistenza di anfibi, tra i quali la rana montana. Questa dorsale che appunto è caratterizzata dalla presenza del Monte Chiappo e dal Monte Ebro, che distano circa un'ora di cammino uno dall'altro, la salita a questi monti è alla portata di tutti e le vie di accesso sono numerosissime.

Raggiunto il crinale ci si può muovere in tutta sicurezza lungo le decine di chilometri con lievi saliscendi. Il Monte Chiappo è raggiungibile anche in seggiovia partendo da Pian del Poggio o attraverso i numerosi sentieri che si inerpicano dal versante della Val Borbera. Per rimanere in territorio alessandrino vi voglio proporre quella che, secondo il mio punto di vista, rappresenta la via di accesso più comoda e versatile per raggiungere questo ambiente.

Da Tortona prendere la SP 100 che sale per la Val Curone fino a giungere al bivio che ci fa lasciare la strada che porta a Caldirola per imboccare sulla sinistra in direzione Montecapraro e Salogni. Oltrepassato l'abitato di quest'ultima località caratterizzata da accentuati tornanti si lascia un pilone votivo sulla sinistra per poi trovare poco più avanti una strada secondaria asfaltata che si imbocca in salita sulla destra. La strada prosegue inerpicandosi e guadagnando quota velocemente, considerando la larghezza della carreggiata e le curve strette è da affrontare con attenzione.

Durante la brutta stagione e in presenza di neve, non è consigliato percorrerla se non si hanno mezzi 4x4 e dimestichezza con la guida impegnativa. Dopo pochi chilometri, si raggiunge uno slargo abbastanza pianeggiante nei pressi di alcune stalle, da qui parte il sentiero numero 113 che porta al Rifugio Orsi (1397 mt.) che è situato su un altopiano immerso in una splendida faggeta.

La struttura è completamente rivestita da pietra e legno ed è fornita di una piccola stanza adibita a rifugio di emergenza, mentre la struttura ricettiva è aperta nei fine settimana e nei mesi di luglio e agosto.

Da qui la strada diventa sterrata con fondo compatto e pietroso, ma si può proseguire anche con auto normali purchè non eccessivamente basse da terra, altrimenti bisogna proseguire a piedi. Dopo circa un chilometro di sterrato, la strada termina sopra il Colle Bocca di Crenna, qui ci troviamo ormai sulla dorsale. Dopo pochi passi siamo sui prati verdi di montagna, molto spesso l'aria è mossa e pungente e le nubi scorrazzano sopra di noi.

Da questo punto c'è solo l'imbarazzo della scelta: alla nostra sinistra, rispetto la nostra direzione di provenienza troviamo il Monte Ebro riconoscibile dalla sua croce di ferro, raggiungibile in circa mezz'ora, salendo lungo il prato e il successivo salitone, mentre se optiamo per un cammino più lungo possiamo andare a destra e raggiungere dopo circa un'ora di cammino il Monte Chiappo, che ci attende con la sua statua di San Giuseppe.

Questo ambiente, facilmente raggiungibile considerata la quota e la particolarità, offre ampie possibilità a tutte quelle persone che si vogliono cimentare in attività sportive come il trekking, la corsa in montagna o la mountain bike e lascia ampi spazi a chiunque voglia semplicemente godersi in tutto relax il paesaggio respirando i profumi della natura.

L'invito a raggiungere questi luoghi è rivolto a tutti coloro che si sentono nell'animo di apprezzarli e rispettarli, consci della necessità di non lasciare tracce di nessun genere che vadano a deturpare ed inquinare. Per gli appassionati e camminatori propongo la salita al Monte Ebro e al relativo crinale attraverso il sentiero che parte da Caldirola.


Cliccare qui... per seguire il sentiero che parte da Caldirola